Commissione europea: record di candidati stagiaire italiani

shutterstock_332944133Anche quest’anno Bruxelles e le sue Istituzioni europee esercitano un fascino irresistibile tra i giovani italiani. Svolgere un tirocinio alla Commissione europea è ancora considerato un valore aggiunto nel curriculum e un’esperienza lavorativa rilevante. Secondo i dati ufficiali pubblicati proprio dalla Commissione europea, i neolaureati italiani che si candidano ad un tirocinio in Commissione sono di gran lunga più numerosi dei loro colleghi provenienti da altri Paesi. Per gli stage cominciati lo scorso marzo, la Commissione europea ha ricevuto 12.676 candidature delle quali 8.051 da parte di cittadini europei e 4.625 da parte di cittadini non-UE. Gli stage a disposizione erano 616. Primi per numero di candidature gli italiani: 1.987 (per 65 posti disponibili). Al secondo posto gli spagnoli con 814 candidature per 50 posti. Per gli stage che cominceranno il prossimo ottobre, le candidature sono aumentate del 25%. Sono stati ben 17.032 i giovani che hanno inviato il loro dossier. L’aumento è dovuto principalmente dal forte incremento di giovani non-UE desiderosi di svolgere un tirocinio a Bruxelles. Per la prima volta il loro numero (8.794) ha superato quello dei giovani europei (8.238). Anche in questo caso gli italiani sono di gran lunga al primo posto con 2.029 candidature inviate, seguiti da spagnoli (1.088), greci (642), francesi (628) e tedeschi (610).

Svolgere un tirocinio alla Commissione europea per i nostri neolaureati rappresenta una tappa particolarmente ambiziosa per l’avvio della loro carriera professionale. Gli stage alla Commissione (1.300 posti all’anno) iniziano il 1º marzo e il 1º ottobre di ogni anno, durano al massimo cinque mesi e danno diritto ad una borsa di studio di circa 1.200 euro mensili. Si possono svolgere in ambito amministrativo (organizzare riunioni, rispondere a richieste di informazioni, archiviare documenti…) oppure nel settore della traduzione. Per numero di candidature siamo primi da sempre. Nel decennio 2004-2013, i candidati italiani sono stati, in media, circa 1.400 per ogni bando, su 6.000 totali.

Questi dati davvero spettacolari di candidati italiani ad uno stage in Commissione confermano le riflessioni che avevo già avanzato lo scorso anno. L’idea di Unione europea che hanno i nostri giovani è probabilmente meno negativa di quanto si pensi e comunque più positiva rispetto a i loro coetanei di altri Paesi. In secondo luogo, le prospettive che i nostri laureati cercano all’estero riguardano stage, lavoro, avanzamenti professionali. Non è una fuga di cervelli ma un fenomeno che ci sta sfuggendo di mano, quello dei 100.000 italiani che ogni anno emigrano all’estero. I nostri giovani non fuggono da qualcosa, ma piuttosto partono alla ricerca di nuovi stimoli e opportunità. E a Bruxelles le opportunità non mancano. – Matteo Lazzarini –

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