I bastardi dell’Europa

shutterstock_161967641Ho incontrato Jean Quatremer per la prima volta più di dieci anni fa. Lo avevo invitato come guest speaker alla conferenza di inaugurazione dell’International Master in European Studies della Camera di Commercio Belgo-Italiana. L’Espace, la sala conferenze dietro il Rond-Point Schuman traboccava di gente. Avevamo fatto il pienone. Funzionari europei, lobbisti, giovani stagiaire, curiosi… tutti ad ascoltare il corrispondente da Bruxelles di Libération, che proprio in quei giorni stava lanciando il blog “Coulisses de Bruxelles” dove ancora oggi commenta e critica l’attualità europea non senza picchi polemici.

Poche settimane fa Quatremer mi è riapparso in una libreria di Bruxelles. “Les salauds de l’Europe” (I bastardi dell’Europa, guida ad uso degli euroscettisci), il suo ultimo libro, occupava un intero scaffale. Uscito solo in francese è molto divertente e piacevole. A breve verrà pubblicata la versione in lingua inglese: The Bastards of Europe. “Possiamo ancora definirci europei?”, si chiede Quatremer. Con tutti questi scandali e compromessi? Con il fallimento dell’economia?  Con lo scarso controllo delle frontiere esterne?  In fondo questa Europa non è nemmeno democratica ed è in preda ad un liberalismo sfrenato.

bastIl re è nudo. Anzi, i re sono nudi. È facile accusare l’Unione europea nascondendo la responsabilità dei governi nazionali. I bastardi dell’Europa sono innanzitutto gli Stati che europeizzano i loro fallimenti e nazionalizzano i successi europei. “Sono le élite nazionali ed europee che stanno uccidendo l’Europa”, spiega Quatremer. Hanno trasformato l’Unione europea in una postdemocrazia dove i cittadini sono tenuti al di fuori. Quelle stesse élite prima decidono le politiche europee a Bruxelles ma poi non le applicano nei loro Paesi. I bastardi dell’Europa sono anche i demagoghi, quei partiti e movimenti che hanno trovato nell’Europa una facile valvola di sfogo dove riversare angosce e problemi. Deformano i fatti, mentono spudoratamente, suscitano l’odio e non trovano nessuno che controbatta.

Ed ecco che Quatremer, restando comunque critico nei confronti dell’Europa, ripercorre dieci argomenti “antieuropeisti” e sviluppa, tra gli altri temi, i complotti europei contro la democrazia, la tecnocrazia della Commissione, la corruzione e le incompetenze delle élite, il miraggio di una difesa comune, la crisi dei rifugiati. Cercando di argomentare e distinguere la verità dalle bugie Quatremer ricorda che la costruzione europea, pur non perfetta, rimane l’ultima utopia pacifista in un pianeta sul bordo dell’abisso. – Matteo Lazzarini –

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