Eurosprechi italiani: irregolarità e frodi a danno del bilancio dell’UE

shutterstock_522315628 bNella Relazione Annuale 2017 della Corte dei Conti italiana, pubblicata lo scorso 21 dicembre, ci sono i dati degli eurosprechi italiani a danno del bilancio dell’Unione europea per i Fondi destinati all’Italia. In particolare, 1.754 segnalazioni di casi di irregolarità e sospette frodi riguarderebbero il periodo di Programmazione 2007-2013. Il danno sarebbe di quasi 900 milioni di euro. Per le irregolarità relative al 2016 ci sarebbero invece da recuperare 122,7 milioni di euro e per quelle relative al primo semestre del 2017, 132 milioni di euro: emissione di fatture per operazioni inesistenti, attività illegittime e di grave disordine amministrativo, carenze documentali, richieste con dati falsificati…

Irregolarità e frodi ma anche lentezza nell’impiego dei finanziamenti. Per il periodo 2014-2020 ci sono stati assegnati oltre 44 miliardi di euro, cifra che ne fa il secondo Stato per dotazione di bilancio, dopo la Polonia. Al 30 giugno 2017 il livello di attuazione ha raggiunto appena il 10,19%, per gli impegni, e il 3,16%, per i pagamenti. “Valori piuttosto bassi considerando che si è giunti a metà del ciclo di Programmazione – sottolinea la Corte dei Conti – che rischiano di compromettere seriamente gli intenti di miglioramento della tempistica di attuazione e della performance rispetto al ciclo precedente, nonostante le misure poste in essere con l’Accordo di Partenariato con la Commissione europea”.

La Corte richiama inoltre l’attenzione sul fatto che più dell’84% del bilancio della Unione europea è investito negli Stati membri. E soprattutto in questa difficile congiuntura economica, è di importanza vitale che tutti i Fondi disponibili siano ben spesi. È necessario avviare efficaci azioni di recupero delle somme perdute, per garantire che tali risorse siano dedicate ai principali obiettivi posti dall’Unione, quali lo sviluppo dei territori, la creazione di posti di lavoro e la tutela dell’ambiente.

Nel primo semestre 2017, nell’ambito delle irregolarità individuabili nelle Regioni, il cui importo complessivo è di 86 milioni di euro, le Regioni del Sud incidono per il 90,6%, quelle del Nord per il 4,8% e quelle del Centro per il 4,6%. – Matteo Lazzarini –

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