Amarcord Bruxelles: il vecchio con l’asinello

asinelloMi ricordo, sì io mi ricordo. Il signore con l’asinello nella rotatoria di Place Schuman. Venticinque anni fa a Bruxelles, all’angolo di rue Archimède, là dove oggi c’è l’Infopoint della Commissione europea, all’ombra del Berlaymont stazionavano spesso un anziano con un asinello. Sulla groppa dell’animale un enorme carillon a manovella. Il vecchio faceva ruotare il cilindro dello strumento e le lamelle metalliche disposte a pettine vibravano con delicatezza. La musica era sempre la stessa ma portava allegria. I pochi passanti che attraversavano all’epoca quei marciapiedi stretti e accidentati alimentavano con qualche moneta la piccola cesta di vimini che penzolava da un’estremità della scatola musicale. Vi deponevano franchi belgi, cinque, dieci, venti franchi.

L’uomo e l’asinello passeggiavano lì attorno per il quartiere europeo: avenue de Cortenbergh, rue Stevin, avenue d’Auderghem, per poi stazionare all’altro lato della Place, all’uscita della metropolitana, dove oggi c’è la bancherella di fiori. In quegli anni stavano costruendo il Parlamento europeo. Dopo aver raso al suolo una parte del quartiere dietro la stazione, alte ringhiere metalliche delimitavano i lavori in un mare gru, camion e scavatrici.

Della vecchia stazione oggi rimane solo il piccolo edificio centrale, in Place du Luxembourg, con incastonato al centro il tipico orologio da ferrovia. Quell’orologio oggi, ogni giovedì sera, fa l’occhiolino a centinaia di giovani che si incontrano per il rito dell’aperitivo. Molti di loro non erano ancora nati quando incrociavo quasi ogni giorno il vecchio con l’asino a Schuman. Amarcord Bruxelles. Ho un ricordo prezioso e geloso di com’eravamo ai tempi di Delors e di Santer. In una una capitale europea che assomigliava più a un grande villaggio che a una città. Lo speccho di un’Europa incompiuta ma che stava crescendo. – Matteo Lazzarini –

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