Spunti e idee

Vivo in Belgio. Sono più di vent’anni ormai, durante i quali ho costruito famiglia, amicizie e lavoro. Un “italiano all’estero”, mi definirebbero in Italia, ma io dico solo “italiano”. Con tenacia. Grazie al mio lavoro ho occasione di viaggiare spesso in Italia, ma anche in molti altri Paesi europei. Non ho, per così dire, “perso il contatto”. Anzi. Vivendo fuori ho imparato ad apprezzare il meglio del mio Paese di adozione, il Belgio, e ad amare l’Italia profondamente.

shutterstock_384427906Ho sempre avuto occasione di incontrare moltissimi italiani emigrati. Emigrati “storici”, figli, nipoti, pronipoti di emigrati. Emigrati “per necessità”, spinti dal bisogno di trovare altrove quello che l’Italia non poteva offrire, che hanno lasciato il proprio paese per fame, povertà e disoccupazione. E anche i cosiddetti “nuovi emigrati”, quelli che partono per scelta e che hanno lasciato l’Italia per studiare, lavorare, fare uno stage, per poi costruirsi la propria vita e rimanere all’estero. Anch’io sono stato uno di quei giovani quando ancora la mobilità non era così fluida e diffusa. Un emigrato per scelta. Un osservatore privilegiato dell’emigrazione italiana in Europa, che ne ha vissuto i cambiamenti e cerca di coglierne le nuove esigenze.

Gli spunti di riflessione che mi hanno affascinato, in questi ultimi anni, e che mi hanno, per certi versi, coinvolto sono molteplici. Senza dubbio il concetto di “italici”, proposto da Piero Bassetti. Essere italici significa condividere valori, stili di vita, senso della bellezza e del gusto italiano. In tale prospettiva la produzione culturale e i nuovi media digitali, assieme a manifattura e cibo di qualità, dovrebbero costituire, con le reti di italiani che vivono fuori dall’Italia, i fattori di propagazione dei valori italici nel mondo.

Un altro concetto che mi attrae è quello di “sportello unico” all’estero. Uno “sportello”, una “casa Italia” dove trovare informazioni sulla ricerca di un lavoro o di un alloggio, su corsi di lingua, sull’apertura di un’impresa, sul sistema fiscale locale, sul sistema scolastico… Una prima assistenza, un orientamento, che permetta ai nuovi arrivati di potersi integrare più facilmente nel Paese ospitante. Questo servizio potrebbe essere svolto dalle Camere di Commercio Italiane all’Estero congiuntamente agli Istituti italiani di cultura e ai Patronati. Questi tre enti infatti potrebbero ben integrarsi, ciascuno secondo il proprio ruolo e le proprie competenze, e trovare sintesi in un servizio di informazione, promozione e assistenza in ambito imprenditoriale, culturale e sociale. Altri temi complessi ma molto suggestivi riguardano la concezione e l’avvio di una nuova politica del “brand Italia”, una diffusione più efficace della lingua italiana nel mondo, la riorganizzazione amministrativa delle rappresentanze consolari e dell’AIRE, la riforma delle modalità del voto all’estero.